CONTENUTI E APPROFONDIMENTI

IL TERRITORIO

Come raccogliere i dati

Da tutti gli attenti osservatori di questo nostro territorio, fino al secolo scorso, è stato notato come la popolazione dialettofona del Basso Piave amasse fortemente distinguersi dalle persone residenti in zone, sia pur limitrofe, dalla diversa identità socio-territoriale. Tenendo sempre in considerazione la variegata metodologia descritta nella pagina dedicata all'approccio alla ricerca, riteniamo opportuno, nonchè doveroso, incentrare lo studio sul territorio del Basso Piave e la sua relativa società dialettofona che si identificava in questo territorio prevalentemente di palude e nelle zone emerse adiacenti. Nell'evoluzione generazionale e con i conseguenti cambiamenti in atto, ci prefiggiamo di approfondire soprattutto la conoscenza attraverso la ricerca nel comune parlato e nel vissuto trasmesso dalla tradizione di quelle persone che nel Basso Piave sono nate ed hanno vissuto da adulte fino alla prima metà del secolo XX scorso.Gruppo Focalizzare in questi ambiti l'ottica delle nostre indagini non significa escludere tutto ciò che è documentato o descritto da chi, in qualche misura, non appartiene totalmente alla nostra gente, ma darci modo di discernere ciò che è inerente da ciò che è peculiarmente proprio di questo nostro amato territorio.

Una chiara valutazione di ciò che riguarda una società deriva sempre da un'onesta ponderazione fatta su un insieme di dati validi e che risultino attinenti a questa. Ma tali determinate validità e attinenze sono forse fondate su ciò che è frutto di convinzioni altrui o su tutto ciò che gli individui appartenenti a questa società, ponderando con coscienza quanto di se stessi conoscono, ritengono dati relativi a sè medesimi, ai propri avi e alla propria discendenza? Considerando, allora, l'impossibilità di conoscere o determinare a priori la relativa validità dei singoli elementi, il ricercatore non può esimersi dall'includere nella sua raccolta qualsiasi particolare, nozione o dato da lui incontrato. Deve, altresè, tener sempre presente un dato di fatto, ossia che la nostra consueta attitudine a evidenziare le stranezze, le anomalie o le originalità, induce spontaneamente ad esaltarle, mentre va istintivamente scemando quello stupore che ci sarebbe, invece, utile nei confronti della quotidiana realtà e della comune esistenza; di conseguenza, siamo meno indotti a rivolgere il nostro interesse verso quest'ultime.

I presupposti per effettuare la ricerca

l'ampiezza e la normalità del comune vissuto offrono un'infinità di dati, più o meno utili a fornire la raccolta di dati che costituisce in seguito la base di studio.Gruppo Ogni dato deve essere rilevato perché tratto dalle persone nel territorio in questione; potrebbe essere catalogato con la prima impressione di chi lo acquisisce, ma sempre espressa in forma dubbiosa in quanto non ancora convalidato in modo definitivo. Quale potrebbe essere, allora, l'insieme minimo dei presupposti necessari a poter inserire gli elementi raccolti nell'elenco base dei dati da poter porgere allo studio? Si è ritenuto che l'insieme minimo dei presupposti fosse fondato sui seguenti principi:

  • il dato deve essere rilevato all'interno del territorio del Basso Piave (territorio specificato nelle mappe presentate all'interno del sito);
  • il dato dev'essere tratto dal comune parlato e/o vissuto trasmesso dalla tradizione;
  • il dato deve essere ricavato da un rilevamento fatto sulle persone dialettofone che sono nate e vissute nel Basso Piave da adulte e fino alla prima metà del secolo scorso.
Nel caso in cui il dato non rientri nei tre principi e dunque:
  • sia stato acquisito all'esterno di questa realtà
  • derivi da una realtà differente, anche se recepita o documentata da diverse fonti
  • non sia rilevato in modo esclusivo all'interno di questa realtà
esso deve essere accompagnato da una nota che, motivandolo, lo presupponga classificato solo come inerente, poichè non si può a priori ritenerlo peculiare del territorio del Basso Piave.

Gruppo

Ci potrebbero essere comunque ulteriori dubbi sull'effettiva presenza dei singoli indizi acquisiti. Se il dato o il fenomeno sono stati rilevati in numero e frequenza elevati e la loro presenza, sia pur in evoluzione, dura nel tempo, è facile determinarne con sicurezza l'esistenza: anche se lo stesso dato, a volte, è discordante o in antitesi rispetto ad altri simili o inerenti al medesimo concetto ciò non costituisce un problema perché ogni valutazione al riguardo sarà demandata allo studio ed approfondimento successivo. Vari, invece, sono i dubbi che possono sorgere verso un singolo dato raccolto allorchè ci troviamo in presenza di un numero esiguo di rilevazioni. Infatti, non è facile stabilire se la scarsa rilevabilità

  • derivi dall'eccezionalità dell'evento che pure segue precise consuetudini proprie al parlante, da una singolarità, da un'insolita rarità o tipicità;
  • o, altrimenti, sia un'anomalia che appartiene ad un'insolita stranezza o irregolarità, una deviazione o un'atipicità e di conseguenza non può darci un'adeguata certezza dell'appartenenza territoriale specifica del dato considerato.

La conferma ai dati raccolti

Per sopperire in modo sufficientemente adeguato a queste carenze, è utile dotarci di metodi aventi criteri selettivi rispetto a tutti i dati raccolti. I requisiti già da tempo adottati e ritenuti adeguati a definire l'appartenenza al territorio di un singolo dato sono i seguenti:

  • il dato deve essere rilevato all'interno del territorio del Basso Piave, ma in almeno tre luoghi diversi tra loro;
  • il dato deve essere rilevato all'interno della normale comunicazione di almeno tre diversi individui appartenenti al gruppo sociale nel territorio indicato;
  • il dato deve essere rilevato nel corso della quotidiana comunicazione all'interno di almeno tre contesti differenti.
Il risultato della ricerca, a completamento della validità del materiale raccolto, ha come punto d'arrivo l'approvazione e l'accettazione dei termini / delle espressioni da parte degli individui oggetto della ricerca, condotti, senza alcuna forzatura, ad un colloquio che contenga proprio il termine o l'espressione di cui si vuole avere conferma. Questa metodologia da tempo applicata, sia pur migliorabile, da una parte riduce la quantità di dati considerati validi ed effettivamente ammessi alla raccolta, dall'altra risulta dare una certezza per quanto riguarda l'autenticità del materiale acquisito.