IDENTITÀ… A TAVOLA!

Aidi Pasian e Pierluigi Cibin

 

 

Ritrovarsi intorno ad un tavolo e consumare le pietanze in modo conviviale ha un significato molto più profondo di quel che in genere pensiamo. Forse, il mondo contemporaneo è così lontano da questa pratica che persino cenare insieme ai propri familiari oggigiorno può diventare un fatto sporadico…

Si pensi allora cosa può voler dire “partecipare ad un convivio” tanto numeroso quanto quello che, per lieta consuetudine, molti amici di Stefania Basso amano svolgere in due precisi momenti dell’anno. Il piacere non consiste tanto nel “condividere questo felice stare insieme” (come spesso si sente dire), ma piuttosto nel fatto di “vivere in comunione” il particolare messaggio identitario che l’Associazione G.R.I.L. Basso Piave offre ai presenti.

Venerdì 21 settembre si è tenuto proprio con queste premesse il consueto convivio di questo momento dell’anno al Ristorante TrattoriaLa Cacciatora” di Caposile (Musile di Piave), consueto perché tradizionalmente inteso a offrire un supporto alle scuole del nostro territorio. Come sempre è stato animato dalla tenace volontà dimostrata da Stefania Basso nel dare continuità ad un’occasione di incontro ormai consolidata e attesa, per buona parte dell’anno, da chi vi aderisce.

Come spesso i partecipanti sottolineano, ciò che conta non è più soltanto il ritrovarsi in questa piacevole situazione, ma apprezzare il fatto di conoscersi ormai in molti dentro la grande “famiglia” di coloro che erano interessati all’identità del Basso Piave e che, nel tempo, a loro volta hanno saputo coinvolgere e affascinare un numero sempre maggiore di persone rispetto a questa tematica.

È stata un’ulteriore occasione per sentir richiamare alla memoria alcune componenti tipiche dell’identità di palude, identità che neppure la bonifica del territorio è riuscita davvero a eliminare. È sempre utile citare, ad esempio – soprattutto per i nuovi che si aggiungono al nostro sodalizio – i siti importanti di questo territorio: Busatonda, Merica Nova non sono soltanto sterili toponimi, per quanto dimenticati dai più giovani, ma rimandano a tutta una serie di riferimenti culturali e comunitari spesso caduti nell’oblio. Solo alcuni canti popolari ne ricordano il fascino, oltre che territoriale, anche concettuale e valoriale: si pensi al canto autoctonoÉa na càna”, che fa riemergere la figura del canneggiatore, professione ormai perduta: essa aveva un senso solo nell’ambiente di palude segnato dagli imminenti cambiamenti voluti dai bonificatori.

Un altro spunto riflessivo è stato offerto in relazione alla tematica bellica, che ha segnato così profondamente il nostro territorio fin dalla Grande Guerra, della quale ricorre ancora per quest’anno il triste centenario. Con l’emozionante  canto “Leggi mia cara” si è voluto appunto ricordare questa terribile ferita, commemorando proprio i tantissimi giovani morti al fronte, protagonisti di tante accorate lettere d’amore,  che – come ebbe modo di dire il noto poeta Ungaretti – erano l’unico modo di dichiarare a se stessi l’immenso attaccamento alla vita; così, mentre il suono delle campane si mescolava quotidianamente a quello delle bombe, nelle trincee si alzava l’intima preghiera a Dio perché ponesse fine ad un simile disumano conflitto…

È un territorio, quello del Basso Piave, martoriato e stravolto in più forme e in più momenti della sua lunga storia, eppure ha saputo mantenere con forza una propria specifica identità, nonostante il tentativo delle culture limitrofe di sottrargli non solo gli spazi, ma persino l’essenza e i valori più profondi.

Le Autorità (erano presenti per il Comune di Musile di Piave il vicesindaco Vittorino Maschietto e l’Assessore alla Cultura Luciano Carpenedo), i docenti, gli alunni e i genitori, gli amici che hanno partecipato al convivio  confermano di volta in volta quanto pervicace sia il desiderio che la propria identità non venga dimenticata dalle giovani generazioni, a cui oggi tutti noi affidiamo il compito di tener vivo l’humus di valori e logiche di pensiero che caratterizzano da millenni il Basso Piave.

 

 

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