La “Festa dell’Orzo” all’Osteria della Birra San Gabriel

 

di Aidi Pasian e Pierluigi Cibin

 

Si è ripetuto anche quest’anno l’intervento dell’Associazione “G.R.I.L. Basso Piave” nel corso della dell’evento “Festa dell’Orzo”, messo in atto sabato 29 giugno da Gabriele Tonon, titolare dell’Osteria della Birra San Gabriel di Levada di Ponte di Piave.

Alcuni privati, come Massimo Pasquon di Torre di Mosto e Adriano Caminotto di Calvecchia per gli strumenti agricoli o d’uso domestico, e l’Associazione “G.R.I.L. Basso Piave” hanno avuto ancora una volta l’opportunità di collaborare per la messa in atto dell’evento che (stranamente!) attrae anche molti giovani.

Considerato il successo della precedente edizione, anche quest’anno, nel contesto che il noto birrificio offre ai visitatori, si sono volute ricreare scene tipiche di vita quotidiana di un tempo, caratteristiche di due territori limitrofi: quello fra Ponte di Piave e il Basso Piave.

Per far cogliere al pubblico la complessa realtà di palude, diversa da quella di pianura, l’Associazione “G.R.I.L. Basso Piave” ha esposto alcuni aspetti relativi all’identità territoriale che la caratterizza, attraverso poesie in dialetto (musicate dal cantautore Davide Pieran) che hanno visto talora protagonista anche la piccola associata Alice Rocco, nonché canti popolari (sempre armonizzati dallo stesso Pieran) e legati ad alcuni temi specifici: l’emigrazione, la Grande Guerra, i siti più antichi del Basso Piave oggi per lo più dimenticati, le logiche di pensiero della gente di palude (rivisitate anche attraverso una serie di filastrocche). Si tratta di contenuti non facili da far cogliere ad un pubblico eterogeneo (si pensi solo alle motivazioni per cui un canto popolare come “Marìdete Orèlia” ha potuto sì avere una sua giustificazione, ma non sempre trovare la sua piena accettazione e condivisione!): per questo si rende spesso necessario tessere una rete di connessioni concettuali tra un aspetto e l’altro, connessioni che, come in altre occasioni, Pierluigi Cibin ha provveduto a presentare attraverso una serie di brevi interventi esplicativi.

Come già in altre occasioni, nel cortile interno dell’Osteria alcuni membri dell’Associazione G.R.I.L. Basso Piave hanno potuto presentare le occupazioni quotidiane di donne e uomini che vivevano un tempo nel territorio del Basso Piave, nonché attrezzi utili alla loro azione lavorativa. Nell’area assegnata alle occupazioni tipicamente femminili si sono potute ricevere informazioni in merito all’uso di strumenti particolari, come il “guccio”, oppure avviare qualche ragazzina alla produzione di qualche bambolina realizzata con la lana, piccoli oggetti quotidiani utili alle bambine per imparare a crescere rispetto a quelle che sarebbero state, in seguito, le mansioni più impegnative che avrebbero affrontato nella vita per la cura e la gestione della famiglia.

Nell’area assegnata alle occupazioni tipicamente maschili, invece, alcuni membri dell’Associazione, come di consueto, hanno provveduto a realizzare oggetti utili ai fini delle varie attività lavorative (sistemare i denti di un rastrello in legno, oppure impagliare una sedia…). La collaborazione con Massimo Pasquon e Adriano Caminotto ha reso possibile l’allestimento di una piccola (ma molto significativa) mostra statica di attrezzi e mezzi meccanici, utili allo svolgimento di mansioni prettamente ‘maschili’.

Anche i giochi dei bambini costituivano un tempo un’utile forma di addestramento alla vita e alle future attività cui i giovani erano destinati. È la realizzazione della corda da saltare, creata da alcuni membri dell’associazione, la situazione che continua a rappresentare un particolare motivo di attrazione per i bambini e persino per i ragazzi più grandi, coinvolti poi nel ballo e canto popolare “La bela polenta”.

Il pubblico ha potuto, inoltre, chiedere informazioni in merito all’esposizione di prodotti e derrate realizzati – in modo naturale e secondo le vecchie tradizioni – nell’Azienda Agricola di Massimo Pasquon: oltre al frumento e al farro, i diversi tipi di mais: il famoso bianco perla, il bianco di San Martino e il rosso di San Martino (impiegato appunto dal birrificio San Gabriel per produrre la birra di mais), il maranello, il cinquantino e perfino varietà tipiche dell’area fra il trevigiano e il bellunese, come il marano bellunese e lo sponcio.

L’Associazione non può che ringraziare Gabriele Tonon, titolare dell’Osteria della Birra San Gabriel, perché si prodiga con evidente passione nella messa in atto di un simile evento, cui tiene particolarmente.

 

 

 

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