FESTA DELL’ORZO ALL’OSTERIA DELLA BIRRA SAN GABRIEL

 

di Aidi Pasian e Pierluigi Cibin

 

È stata una piacevole conferma di interesse da parte del pubblico quella ottenuta dall’evento “Festa dell’Orzo“, messo in atto domenica 8 luglio da Gabriele Tonon, titolare dell’Osteria della Birra San Gabriel di Levada di Ponte di Piave.

Come già nello scorso luglio 2017, l’occasione ha coinvolto diversi soggetti: alcuni privati – lo stesso Gabriele Tonon e altri collezionisti della zona per le macchine d’epoca, Massimo Pasquon di Torre di Mosto e Adriano Caminotto di Calvecchia (frazione di San Donà di Piave) per gli strumenti agricoli o d’uso domestico – e diverse associazioni – l’Associazione culturale e ricreativa di San Biagio di Callalta “Gruppo Amici & Amatori del trattore d’epoca”, l’Associazione culturale “Mondo Agricolo Caselle de Ruffi” e infine l’Associazione “G.R.I.L. Basso Piave”: dalla loro collaborazione è sortita la particolare natura dell’evento messo in atto.

Considerato il successo della precedente edizione, anche quest’anno, nel contesto che il noto birrificio offre ai visitatori, si sono volute ricreare scene tipiche di vita quotidiana di un tempo, caratteristiche di due territori limitrofi: quello fra Ponte di Piave – San Biagio di Callalta e il Basso Piave.

All’esterno della struttura si sono potute presentare le varie fasi della trebbiatura, utilizzando macchinari d’epoca, gentilmente messi a disposizione da proprietari privati della zona. Ricordiamo alcuni aspetti che certamente gli spettatori avranno potuto notare: tale operazione veniva eseguita con la trebbia “a fermo”; ad essa era collegata anche la famosa pressa imballatrice“. Nel corso del suo funzionamento si evidenziava l’azione di quello che veniva chiamato “el macaco“, un organo che prendeva la paglia e la convogliava dentro un’apertura, all’interno della quale un carrello, scorrendo avanti e indietro, la pigiava mandandola fuori, pressata e adeguatamente legata, attraverso l’uscita situata all’estremità posteriore della lunga e caratteristica apparecchiatura. A tutto questo macchinario, però, il movimento veniva trasmesso da un trattore (famosi un tempo erano i Landini testa calda). Su un volano a faccia vista era posta una puleggia con un particolare sistema di frizione, il quale permetteva anche di fermarne il moto. Una volta “agganciato” alla puleggia il “cinghione” (una grossa cinghia piana), quest’ultimo riusciva a trainare l’albero principale della trebbia e tutti gli altri rinvii ad esso collegati. Un’altra coppia di pulegge serviva, invece, a far muovere la pressa imballatrice, alla quale il movimento secondario veniva dato attraverso un altro cinghione.

Una breve presentazione dello ‘spettacolo’ che, all’esterno, veniva offerto al pubblico è stata fatta da Alessandro Marcon, appassionato come tanti altri amici di questi macchinari, sostituiti oggi da quelli più moderni, ma per certi aspetti meno affascinanti.

Lungo la via di accesso all’Osteria è stato anche possibile godere dell’esposizione allestita dall’Associazione culturale “Mondo Agricolo Caselle de Ruffi”, rappresentata dal Presidente Fiorenzo Andreatta e che è nata tredici anni or sono al fine di conservare la memoria della cultura contadina.

La mostra fotografica, giunta ormai alla sua 10a uscita e visitata da oltre 7000 persone, aveva per tematica “La donna nella fatica e nella storia”, volendo mettere appunto in evidenza il ruolo della donna nelle attività dei campi, della casa o nel divertimento o ancora nell’eleganza della moda, entro uno specifico spaccato storico e attraverso immagini che avevano anche il fine di sensibilizzare alle pari opportunità: per parlare di questi argomenti – come dice Fiorenzo Andreatta – bisogna però presentare la donna attraverso la fatica e il grande lavoro quotidiano che svolge.

Nel cortile interno dell’Osteria, invece, nello spazio espositivo messo a disposizione dell’Associazione G.R.I.L. Basso Piave, il pubblico ha potuto ammirare alcune delle occupazioni quotidiane di donne e uomini che vivevano nel territorio del Basso Piave, nonché attrezzi utili alla loro azione lavorativa. Anche i giochi dei bambini costituivano un’utile forma di addestramento alla vita e alle future attività lavorative cui le ragazze e i ragazzi erano destinati. Ed ecco il valore specifico che gli oggetti avevano rispetto a quella quotidianità: nell’area assegnata alle occupazioni tipicamente maschili, la collaborazione con Massimo Pasquon e Adriano Caminotto ha reso possibile l’allestimento di una piccola mostra statica di attrezzi e mezzi.

Altrettanto fondamentale è stata l’esposizione di prodotti e derrate – realizzati in modo naturale e secondo le vecchie tradizioni – nell’Azienda Agricola di Massimo Pasquon: oltre al frumento e al farro, i diversi tipi di mais, per esempio il famoso bianco perla, il bianco di San Martino e il rosso di San Martino (impiegato appunto dal birrificio San Gabriel per produrre la prelibata birra di mais), il maranello, il cinquantino e perfino varietà tipiche dell’area fra il trevigiano e il bellunese, come il marano bellunese e lo sponcio.

E per far meglio comprendere la complessa realtà di palude, diversa da quella di pianura, l’Associazione “G.R.I.L. Basso Piave” ha illustrato alcuni aspetti relativi all’identità territoriale che la caratterizza, proponendo letture di brani in lingua dialettale e canti popolari della tradizione, legati soprattutto ad alcune tematiche: l’emigrazione, la Grande Guerra, i siti più antichi del Basso Piave oggi per lo più dimenticati, le logiche di pensiero della gente di palude…

Certamente, la cifra qualificante dell’organizzazione di un simile evento è stata la sinergia fra tutti coloro che sono chiamati a dare l’apporto per la sua messa in atto: per questo l’Associazione ringrazia quanti si sono prodigati per renderlo possibile, in particolare Gabriele Tonon, che crede fermamente al valore del messaggio identitario proposto al pubblico con questa modalità.

 

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