CARNEVALE 2011

ÈSUI PA’L MONDO

(Emigranti)

 

Si è conclusa la serie di sfilate carnevalesche che anche quest’anno hanno visto partecipe l’Associazione “G.R.I.L. Basso Piave” nelle sedi di Motta di Livenza – domenica 27 febbraio e martedì 8 marzo – e San Donà di Piave – domenica 6 marzo.

Ispirato da una problematica attuale e molto sentita, il carro “ÈSUI PA ’L MONDO” è stato proposto proprio allo scopo di sollecitare in tutti noi una riflessione, del resto attualissima, perché, volendo mettere in evidenza l’importanza delle nostre radici (la cui memoria va promossa e consegnata soprattutto alle giovani generazioni), il carro ha inteso rappresentare il tema dell’emigrazione, che unisce la gente di tutta la Regione Veneto (così come il resto della nostra nazione) con l’intero pianeta.

Emigrando verso le aree di tutto il mondo fin dai tempi più antichi, la nostra gente da sempre ci ha fatto conoscere gli effetti della “globalizzazione” vivendola in prima persona. E uno dei momenti più alti della nostra vicenda migratoria fu appunto l’inizio del Novecento, quando nave e treno costituivano i mezzi essenziali per andare lontano, in cerca di fortuna.

In questo contesto si colloca la corsa alla Merica e il naufragio del Sirio, il piroscafo diretto in Brasile e affondato il 4 agosto 1906 nell’Atlantico, mentre trasportava oltre 1200 emigranti, in gran parte deceduti. Fra le vittime c’erano anche il Vescovo di San Paolo del Brasile e alcuni preti.

Ecco perché, idealmente, l’Associazione ha voluto mettere in evidenza l’area di provenienza dei nostri emigranti, cioè la palude (el paeù) – partendo da un accenno di storia antica e dalla nostra mitologia (gli alberi con i dischi votivi dedicati alla dea Reitzia). Altri due elementi, messi ben in evidenza, erano la nave, quale simbolo per eccellenza di chi partiva, alla ricerca dell’agognata fortuna, verso le aree più lontane del pianeta come, ad esempio il Brasile, e il treno: a quanti, muniti della classica valigia di cartone, è servito per raggiungere le mete più vicine in Europa?

In assoluto fra i più adoperati dai nostri emigranti, nave e treno rappresentavano mezzi di trasporto che utilizzavano il carbone, frutto di tanto sacrificio e sudore versato in miniera dalla nostra gente.

 

Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato e partecipato insieme a noi per la realizzazione di tre magnifiche e intensissime giornate, che ci hanno avvicinato alla scoperta di un periodo caratterizzato da molteplici difficoltà che i nostri avi hanno saputo gestire e superare; ci hanno così dato la possibilità di riscoprire l’umanità e la forza d’animo, necessarie forse anche alla nostra sopravvivenza in un sempre rinnovato “nuovo mondo”.

 

Uno speciale ringraziamento va doverosamente rivolto a Don Ivanir Rampon, che ha contribuito in modo importante e significativo per tessere uno stretto rapporto tra noi e la comunità dei nostri emigranti veneti a Rio do Sul in Brasile: da essa, e con l’apporto di specifici particolari ottenuti dalla Prof.ssa Ana Maria Seganfreddo (brasiliana, ma di origini venete, oltre che ricercatrice della propria realtà identitaria), è stato possibile ricevere indicazioni anche in merito alle musiche e ai canti in lingua dialettale (Talian) ancora in uso.

Da questi sono state poi tratte le sequenze coreografiche presentate dal gruppo che seguiva il carro: vi forniamo qui alcune delle immagini più rappresentative.

 il carro

 

Sirio  immagine-892

 

 

 

 

 

 

 

 

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