Da qualche giorno sono venuto a conoscenza di un testo datato 1875 che crediamo possa essere stato scritto da Berto Barbarini di origini venete, emigrato in Brasile.
Dal momento che il dialetto usato nel documento non corrisponde a quello usato nel nostro Basso Piave e non sembra neppure esattamente uguale a quelli in uso nelle zone a noi limitrofe, chiedo aiuto a chiunque possa dare suggerimenti o consigli in merito, o anche semplici opinioni inerenti sia a tale documento, sia all’argomento in esso trattato.
Ringraziando faccio seguire testo e relativa elaborazione.
DI BERTO BARBARINI, ANNO 1875:
(testo integrale ricevuto)
“FUKMINADI DA UN FRACO DE TEMPESTA,
L’ERBA DEL PRÉ PA’ NA METÁ PASSIA.
BRUSÁ LE LIGNE DELLA MALATIA
CHE NO LASSA I VILANI MAI DE PÊSTA;
IPOTECADO TUTTO QUEL CHE RESTA,
CON FORMENTO CHE VAL NA CARESTIA,
OGNI PAESE EL GÁ LA SO ANGONIA
E LE FAMEIE UN PELAGROSO A TESTA!
CREPÁ LA VACA CHE DASEA EL FORMAIO,
MORTA LA DONA A PARTORIR NA FIOLA,
PROTESTÁ LE CAMBIALE DAL NOTAIO,
UNA FESTA, SERADI A L’OSTERIA,
CO UN GRAN PUNHO BATÚ SORA LA TOLA
“PORCA ITALIA”
I BASTIEMA “ANDEMO VIA”
(continua…)